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Etimologia e altro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 19 Aprile 2009 15:10

Etimologia e altro da Wikipedia:

AITEMA: postulato (dal greco aitēma, lat. Postulatum)

dal greco “aitēma” (postulato), che esprime il risultato di una certa azione espressa dal verbo aiteō, il quale denota l'atto di chiedere, domandare o pretendere.

L'aitēma è dunque il frutto di una "pretesa" o di una "richiesta": si chiede appunto all'interlocutore di assumere per vero un certo enunciato.

Il postulato si differenzia dall'assioma in quanto è introdotto per dimostrare proposizioni che altrimenti non potrebbero essere dimostrate. In altri termini si può definire come una "teoria ad hoc", accettata grazie alla sua utilità.

 

In matematica il termine postulato ha il significato più preciso di assioma non-logico, cioè di assioma specifico di una particolare teoria.

Gli assiomi erano considerati necessari in quanto enunciavano delle verità evidenti a chiunque, non dimostrabili, ma nondimeno indubitabili. In quanto verità note a tutti, essi venivano anche considerati delle nozioni comuni (gr. plur. koinai ennoiai), ed è così che gli assiomi vengono chiamati da Euclide nei suoi Elementi.

 

Invece i postulati non erano considerati necessari, ma premesse che potevano essere assunte o meno a seconda dei fini e delle circostanze del discorso.

In particolare chi svolgeva un certo ragionamento chiedeva all'interlocutore di assumere per veri certi postulati; non era necessario che egli li ritenesse veri, ma gli si chiedeva solo di seguire il ragionamento che si dipanava da essi quando si fossero assunti come veri.

 

Logica moderna

Oggigiorno la logica matematica non ritiene più di potersi fondare su verità necessarie (o necessariamente evidenti a chiunque), e nella costruzione di un sistema deduttivo ci si limita ad elencare in modo "neutro" una serie di premesse per vedere quali implicazioni possano essere dedotte da esse. Inoltre nessun sistema deduttivo tenta di dire "che cosa sono" i termini che esso impiega, nel senso che si è rinunciato al tentativo millenario (da cui aveva preso le mosse la costruzione della metafisica) di dare una definizione esplicita di quei termini, e ci si limita a mettere assieme un sistema di enunciati che impiegano quei termini e dai quali si possano ricavare delle dimostrazioni, ritenendo in questo modo di aver dato una definizione implicita di quei termini.

 

Si è dunque rinunciato del tutto alle premesse che gli antichi consideravano "necessarie", cioè le definizioni e gli assiomi, e si sono mantenute solo le premesse "non necessarie", che sono i postulati e le ipotesi.

[…] Ci si rende conto che l'atteggiamento "neutro" che vorrebbe assumere la logica contemporanea è ben reso da ciò che viene semplicemente assunto come vero senza nessuna pretesa di conferma e di smentita, e questo concetto coincide esattamente con quello di postulato.

 

Attenendosi a queste considerazioni generiche ogni sistema deduttivo dovrebbe essere fondato solo ed esclusivamente su dei postulati, rinunciando definitivamente a tutti gli altri tipi tradizionali di premesse.

 

Le prassi operative e le modalità di azione di Aitema si basano sui principi delle scienze di interazione. I paradigmi di riferimento sono quelli post-moderni interazionistici.

Secondo questo approccio i modi di percepire e di conoscere qualunque oggetto generano l'oggetto stesso, che esiste quindi nell'interazione.

La sfida è di rimanere sul piano ostensivo, cioè sulla funzione del linguaggio di generare realtà, dato che il conoscere e il percepire si struttura attraverso concatenazioni di unità simboliche.

La capacità di intercettare il flusso discorsivo si declina quindi come la capacità di  poter descrivere le modalità di percepire e conoscere usate dall'interlocutore (singolo, gruppo, organizzazione) e, quindi, la sua modalità di costruire la sua realtà.

Partendo dall'incontro casuale con l'interlocutore, obiettivo e capacità di Aitema è quello di trasformare tale casualità in un'occasione di cambiamento.

 

Il principio di costruzione della realtà è l'incertezza. Il modello di riferimento assume l'ìincertezza come fondamento della propria conoscenza, in quanto assume che sia il caso a guidare il discorso, la scelta delle parole, i gesti. Il metodo formalizza l'uso che le persone fanno del linguaggio, riuscendo ad anticipare le possibili configurazioni di realtà per promuovere la costruzione di quelle concordate.

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Aprile 2009 15:10